
Negli ultimi mesi abbiamo puntato su gruppi quali Ghost Brigade, Orphaned Land e Shining che molti di voi nemmeno conoscevano e certo non hanno ottenuto lo stesso spazio sulla concorrenza. Scelte coraggiose che celano un interesse esclusivo nell'assicurare il meglio ai nostri lettori indipendentemente dal numero di copie vendute o dalle pressioni delle etichette discografiche. Questa volta la scelta è caduta sul collettivo residente a Berlino che negli ultimi anni ha compiuto passi da gigante nell'affermazione della propria identità e nella focalizzazione di obiettivi più che ambiziosi. 'Heliocentric' è la prima parte di un concept che punta il dito contro la tradizione creazionista e alla cecità del cristianesimo nei confronti delle teorie astronomiche. Il suono dell'oceano ha preso in prestito le rovine industriali dei Meshuggah e l'esperienza evolutiva dei Katatonia sviluppando un percorso assolutamente personale che adesso, all'indomani dell'uscita di questo grandioso album, rivela sfaccettature pazzesche e sa adagiarsi alla perfezione sulle parti vocali di Loic Rossetti. Una varietà compositiva che non conoscevamo e ci ha travolto. Un ibrido tra metal, hardcore e progressive che sotto l'attenta direzione di Robin Staps è divenuto enorme.
|