Home
  News
  Redazione
  Links
 
  Reviews
  Live Report
  Interviews
  Band Of The Month
  The Learning Curve
 
  Movies
  Letture
  Eventi
  Merchandise
  Editoriali
  NewsLetter

 Webmaster: Dagheisha
 



Creative Commons License
Clap Your Hands Say Yeah - Clap Your Hands Say Yeah

Year: 2005
Label: self-produced [US] - Wichita/V2 [EU]
    Tracks:

01. Clap Your Hands! -
02. Let the Cool Goddess Rust Away -
03. Over and Over Again (Lost & Found) -
04. Sunshine & Clouds (And Everything Proud) -
05. Details of the War -
06. The Skin of My Yellow Country Teeth -
07. Is This Love? -
08. Heavy Metal -
09. Blue Turning Gray -
10. In This Home On Ice -
11. Gimme Some Salt -
12. Upon This Tidal Wave of Young Blood
Siamo Alec Ounsworth, Lee Sargent, Robbie Guertin, Tyler Sargent e Sean Greenhalgh dice il sito ufficiale. Alieni scesi sulla terra ha scritto qualche rivista specializzata. Personalmente posso assicurarvi che nessuno di loro ha poteri extrasensoriali o facoltà sovranaturali e il loro debutto non è certo il disco dell'anno come qualcuno, smanioso di trovare un'altra icona indipendente da sfruttare ben bene, ha urlato a mezzo mondo. Ma sicuramente è un grande disco. Autoprodotti nell'anima e sensibili alle imperanti tendenze new wave i newyorkesi sono esplosi, come spesso capita ultimamente, quasi per caso. Come se niente fosse stato prima di qualche mese fa. Dal nulla i locali della Grande Mela hanno cominciato ad affiggere le insegne sold out e il passaparola ha fatto il resto. La scena indie americana è in subbuglio. Soprattutto quella della east coast. I Clap Your Hands And Say Yeah hanno evidentemente sentito questo forte richiamo e con tutto il loro ingenuo distacco hanno pubblicato delicate poesie in forma di canzone che si inseriscono alla perfezione in un contesto caro ai vari Devendra Banhart, Editors e Leaves più per attitudine e approccio compositivo che per vere e proprie influenze o sonorità in comune. 'Over And Over Again', 'Sunshine And Clouds' e 'Blue Turning Gray' sono voli di fantasia, cerebrali perle melodiche che non potete lasciarvi scappare.


In un panorama musicale come quello indie, dove il successo può arrivare folgorante e sbiadire altrettanto velocemente, la tendenza è fatta dal passaparola e le piccole etichette indipendenti traggono nuova linfa all’ombra delle multinazionali, può succedere che le classiche tappe che si pensano necessarie per il successo planetario vengano clamorosamente bruciate. Un esempio lampante sono questi cinque ragazzi newyorchesi dal nome un po’ delirante, i Clap Your Hands Say Yeah. L’album non è ancora stato distribuito a livello internazionale (lo pubblicherà la Wichita/V2 a gennaio) ed è stato autoprodotto dal gruppo senza l’appoggio di nessuna casa discografica a metà di quest’anno. Questo non ha assolutamente impedito che Internet permettesse una grandissima diffusione dell’album ed una fama in continuo aumento: merito di un sound particolarissimo che ha fatto gridare a molti addetti ai lavori al capolavoro. Se proprio non è un capolavoro, è un album da ascoltare e riascoltare perché può offrire più di quello che ci si aspetta. La prima cosa a colpire è la voce di Alec Ounsworth: un Thom Yorke in preda ad una crisi di panico. Sembra che prenda a calci le corde vocali, eppure è incredibile come le sue linee vocali stonate, assurde e sgraziate riescano a sposarsi alla perfezione con la musica ed a renderla ancora più sognante ed ispirata. Le atmosfere che i Clap Your Hands Say Yeah creano nell’arco dell’album sono leggere, vellutate, quasi impalpabili: i Radiohead ritornano frequentemente nelle melodie oltre che nella voce (soprattutto in “Let The Cool Goddess Rust Away”), ma si mischiano ad armoniche a bocca ed a ritmi dal retrogusto folk (“Details Of The War”), ai synth ed alla new wave (“Over And Over Again”, “Is This Love”, “In This Home On Ice”). Ma il culmine della genialità sta nel mezzo: “The Skin Of My Yellow Country Teeth” è una cavalcata sfrenata, introdotta dai synth ed incitata da un riff cristallino, all’inseguimento delle infinite stonature di Alec, che si incastonano deliziosamente tra gli accordi e la batteria incalzante. Un meraviglioso strazio per le orecchie. Un vero e proprio inno indie. E un album da non lasciarsi sfuggire.



Sono presenti 0 commenti

Clap Your Hands Say Yeah
From: USA
Site: www.clapyourhandssay...
Varie: Indie (pop-wave)

Discografia

[2005] Clap Your Hands Say Yeah
[2007] Some Loud Thunder

Reviews

All Cd   
All Live   
All Interviews