 Per celebrare i dieci anni (mese più, mese meno) di pubblicazioni, i Larsen raccolgono, con cognizione di causa e seguendo un filo logico, sedici brani di ardua reperibilità, in versioni diverse e materiale sinora non reperibile, al fine di tracciare un ideale, nonché concreto, percorso narrativo attraverso la propria storia. Partendo dai primi vagiti, già significativi, risalenti a ‘No Arms, No Legs: Identification Problems’, convincente debutto registrato e prodotto con il supporto di Martin Bisi, dove le prospettive musicali erano sospese tra rarefazioni rock e rumorose abrasioni chitarristiche. Passando poi attraverso il lungo periodo di introspezione e metamorfosi, oltre che di personalizzazione, che li portò a elaborare, con il supporto di Michael Gira di Swans, un sound più catartico e orientato alle esplorazioni folk statunitensi. Anche perché di italiano i Larsen hanno poco, quasi nulla, mentre potrebbero sussistere legami con certa Europa balcanica o con le atmosfere malinconiche di inizio secolo (scorso). Sono poi seguite le sperimentazioni ambientali, le melodie in odore di avanguardia e le rarefazioni atmosferiche, ma evitando - giustamente - di svincolarsi dal rock. Quello della formazione di Torino è stato un viaggio nel suono con la finalità di mettersi ogni volta in gioco, per mezzo delle mutazioni sonore e strutturali, oltre che stilistiche, alle collaborazioni (si pensi a XXL con Xiu Xiu o lavorando con David Tibet, Baby Dee, Julia Kent, Matt Howden, ecc.), ai progetti paralleli e alle insonorizzazioni varie (come quelle per i ‘CatoAnimalettiMatti’ di Winsor McCay). Tutto quanto narrato viene riassunto in ‘Musm II’, punto di partenza obbligato per chi decidesse di avvicinarsi solo ora alla band e veicolo di ricordi non nostalgici per chi ha, da sempre, camminato al fianco dei Larsen.
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