 Ad un anno di distanza dal debutto i fratelli Jarman tornano sulla scena con il loro secondo lavoro firmato The Cribs. Il debutto omonimo li aveva segnalati come una buona promessa della scena indie pop-rock, uno di quei gruppi in equilibrio un paio di spanne sopra la mediocrità, in attesa del salto di qualità necessario per l’esplosione definitiva oppure del passo falso che li faccia sprofondare nell’anonimato. ‘The Good Fellas’ rappresenta in questo senso un leggero miglioramento, sebbene non impressionante: le caratteristiche distintive dei Cribs rimangono le stesse, richiamando spesso alla mente gli Strokes e i Libertines, ma quello che cambia è la consistenza: un suono più pieno, a tratti più cattivo (soprattuto ‘Hey Scenesters!’, ‘The Wrong Way To Be’ e ‘Mirror Kissers’, le più riuscite del disco, dove si scagliano contro il music-business) a dimostrare che nonostante tutto i tre sono maturati. A volte, a causa della frenetica fame da novità che attanaglia gli appassionati di musica, ci si dimentica che non è sempre possibile migliorare di colpo o cambiare nell’arco di 12 mesi. I Cribs, piano piano, lo stanno facendo, e chissà che tra qualche anno non ci stupiscano definitivamente.
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