 Che i Grenouer non fossero una band esordiente, benché ‘Try’ sia l’album con cui debuttano per la Casket, mi pareva evidente non appena il disco è esploso in tutta la sua folgorante pulizia sonora sulle note di ‘Devil’s Eye’, che si pone in scia all’introduzione ‘Intro: Verified’. E l’intuizione si è rivelata corretta; infatti i Grenouer hanno altri cinque lavori alle spalle, fatti circolare nel loro Paese d’origine, ovvero la Russia, che hanno consentito alla formazione di mettere a punto un buon sound, poi perfettamente confezionato in fase di masterizzazione presso i Finnvox Studios. Ne è venuto fuori un ibrido metallico cibernetico ispirato e capace di conquistare l’ascoltatore, sia per la capacità di tirare dall’inizio alla fine senza mai palesare cedimenti e con un certo grado di ruffianeria, applicata in un contesto death/thrash futuristico (in alcuni passaggi death melodico). Nelle due tracce remixate poste in chiusura imboccano una strada più orientata all’elettronica (tra Girls Under Glass, Project Pitchfork, Taangled Feet e Think About Mutation), ma con troppa ingenuità, quindi consiglierei loro di privilegiare l’altra via, dove possono essere competitivi.
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