 Curioso come il disco di debutto dei Pretend sia anche l’ultimo a venire pubblicato, nel 2010, dalla Shelsmusic, dal momento che i responsabili della label californiana si concentreranno esclusivamente sulla registrazione del prossimo album della propria band, ovvero gli ottimi *Shels. Detto ciò passiamo a ‘Bones In The Soil, Rust In The Oil’ e ai dieci pezzi che compongono questa release che oltrepassa i settantasette minuti di durata. Il quartetto di Los Angeles si muove con razionalità e calma espressiva entro i confini che demarcano territori strumentali (in prevalenza) e vocali dove collaborano forme musicali, che attingono dal rock e, in parte, dal jazz. Il primo viene esplicitato attraverso interpretazioni di suoni che sanno essere indie sonnolenti, math mai spigolosi ed emo intelligenti, laddove i ricordi storici di tutto ciò risiedono in due label che negli anni ‘90 fecero emergere con forza simili sonorità, ovvero la Polyvinyl e la Jade Tree e in band del calibro di Joan Of Arc, Pedro The Lion, Cap’n Jazz, Sunday’s Best e Rainer Maria. Ma il tutto viene corroborato da una interpretazione che è sempre in chiave post rock progressiva e narrativa (con crescendo ben strutturati) e che porta alla connessione con il jazz, riletto secondo cadenze rock/fusion melodiche e fluide nell’esprimere un naturale e intimo processo di comunicazione con l’ascoltatore. Riescono a non cadere nella trappola della ripetitività e possiedono una buona creatività.
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Pretend
From: USA Site: www.myspace.com/pret...
Discografia
 Bones In The Soil, Rust In The Oil (2010)
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