 Cinque improvvisati cowboys, alcol a fiumi e un pub che ha bisogno di una ristrutturazione immediata. Non serve molto per apprezzare un disco degli Hellyeah, è sufficiente non pretendere molto, sapere quello che aspettarsi e alzare il volume all'inverosimile. Il supergruppo formato da Chad “Kud” Gray e Greg 'Durg' Tribbett dei Mudvayne, Vinnie Paul Abbott dei Pantera, Bob Zilla, suo compagno di avventura nei Damageplan, e Tom Maxwell, che ricordiamo alla chitarra nei Nothingface, ritorna nei negozi a distanza di tre anni dall'esordio discografico dimostrando di avere imparato la lezione. 'Stampede' è infatti un album più organico e soprattutto meno pretenzioso del suo predecessore, vive anch'esso di alti e bassi ma possiede i brani giusti per fare male anche quando parti vocali e struttura compositiva risultano prevedibili. 'Cowboy Way' è una discreta opener ma è con 'The Debt That All Men Pay' che si comincia a fare sul serio. 'Hell Of A Time' e la title track completano una prima parte di disco corposa, strabordante di groove e influenze southern anticipando una ballata stile Metallica, intitolata 'Better Man', che gode del talento del cantante dell'Illinois. 'It's On!', 'Stand Or Walk Away' e 'Order The Sun' altri passaggi che non sfigureranno nelle vostre selezioni estive. Visto che si muore di caldo tanto vale fare un salto nelle bollenti radure texane e scolarsi una bottiglia di whiskey. Hell yeah, let's do it!
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