 Disco rapido e convulso, questo dei Black Wire. Il terzetto di Leed, composto da Dan Wilson (voce), Simon McCabe (chitarra) e Tom Greatorex (basso), scarnifica fino all’osso gli stilemi del punk-wave, così tanto in voga oggigiorno, trasformandolì in un sound tagliente, aspro, reso ancora più sintetico dall’uso massiccio della drum machine. Su questa ossatura ritmica vibrante si attorcigliano gli acuminati riff di chitarra ed il basso. Il risultato finale è attraente: molti potenziali singoli da dancefloor, un suono abbastanza riconoscibile proprio per la sua ritmicità quasi ossessiva, nonostante siano evidenti influenze vecchie ed affinità recenti (tra quest’ultime i Rakes, sicuramente). Un album tutto sommato più che discreto, che ai primi ascolti si attacca facilmente alle orecchie e per un po’ non ne vuol sapere di staccarsi.
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