 Il 2006 del rock brittannico sembra essere nato sotto la stella abbagliante ed invadente degli Arctic Monkeys, cosicchè a tutte le altre band emergenti non restano che le briciole del successo e della spinta pubblicitaria destinata ai ragazzi di Sheffield. In questo breve scampolo di nuovo anno fanno capolino anche i Kooks, quattro ragazzi di Brighton che rispondono ai nomi di Luke Pritchard (voce e chitarra), Hugh Harris (chitarra), Max Rafferty (basso) e Paul Garred (batteria). Il loro album d’esordio, ‘Inside In Inside Out’, può essere tranquillamente inserito tra i più interessanti usciti negli ultimi mesi. Nella dolce traccia acustica che introduce l’album, ‘Seaside’, Luke Pritchard mette in luce da subito le sue buone doti nel canto; la sua voce si sposa benissimo al pop-rock brioso ed intelligente che man mano ci conduce attraverso le 14 tracce, tra chitarre brillanti, melodie accattivanti, ottimismo ed allegrià a volontà. Si fanno notare in particolare ‘You Don’t Love Me’ e la sua ritmica mod-style, ‘Match Box’ e i suoi inserti reggaeggianti, il funk leggero di ‘Naive’. Un buon album, suonato in modo ineccecipible e con la giusta dose di genuinità che lo rende fresco e godibile. I Kooks saranno una piacevole scoperta per gli appassionati del genere, ma la mancanza dell’acuto folgorante che poteva permettere loro di emergere in modo convincente dal resto purtroppo li condizionerà e li manterrà all’ombra dei colossi, veri o pompati. Peccato.
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