Questo album brucia come il fuoco degli inferi. I Sown sono giunti al momento di mostrare al mondo tutto il loro talento e ‘Downside' è un perfetto biglietto da visita per una band ancora poco conosciuta. L’ormai celebre versione di ‘Suicide Note Pt.1’ dei Pantera (presente sul tributo al compianto Dimebag) chiude un album in bilico tra tentazioni metalcore e influenze più classiche ma non per questo di minore impatto. Due voci si alternano tra screamo, growl e pesanti riferimenti a Layne Staley immolandosi come prepotente contraltare a ritmiche spaventose e muri di chitarra devastanti. L’opener ‘Sweet Smiling Stars’ e ‘Seven’ sono monumenti deflagranti pronti a crollarvi addosso da un momento all’altro e non voglio pensare come possano risultare in sede live. I ritmi non calano e ‘Dverrule’ e il basso di ‘Gaping Wound’ piegano in due l’ascoltatore con stacchi secchi e violenti. ‘Ever In Creasing’ e ‘My Time’ tentano invece di aprire il suono della band a nuovi territori e forse rappresenteranno il futuro di un gruppo che già adesso fa paura.