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Dirty Pretty Things - Waterloo To Anywhere

Year: 2006
Label: Vertigo [UK]
    Tracks:

01. Deadwood -
02. Doctors And Dealers -
03. Bang Bang You're Dead -
04. Blood Thirsty Bastards -
05. Gentry Cove -
06. Gin And Milk -
07. Enemy -
08. If You Love A Woman -
09. You Fucking Love It -
10. Wondering -
11. Last Of The Small Town Playboys -
12. BURMA
‘Tell me what did you expect?’… Una citazione da ‘Bang Bang You’re Dead’ che calza a pennello. Ditemi, cosa vi aspettavate da ‘Waterloo To Anywhere’? Forse che Carl Barat iniziasse a suonare gothic metal? Non credo. Chiunque conosca il passato musicale di Barat non può che fare paragoni con i Libertines, e in fondo ritenere che non avrebbe potuto cambiare di molto. Ed in effetti, molto semplicemente, così è. I Dirty Pretty Things sono ciò che rimangono dei Libertines, e suonano esattamente come ciò che rimane dei Libertines. Molto simili, ma inevitabilmente impoveriti. Quello che manca, in due parole, è Pete Doherty. I ruoli della coppia maledetta del rock britannico di inizio millennio erano ben definiti: Carl era l’architetto, costruiva i suoi muri sghembi di note e lasciava che su queste ruvidità Pete potesse dipingere i suoi svogliati e sbavati graffiti, le sue storie di quotidiana follia. Il risultato sapeva incantare e conquistò al primo ascolto. Ora Pete continua a drogarsi nelle pause tra un arresto e l’altro con i suoi Babyshambles; Carl riprende a costruire, ma ora i suoi muri sono vuoti, fin troppo piatti senza quegli schizzi di eroina e sangue che li imbrattavano e li rendevano irresistibili. In ‘Waterloo To Anywhere’ manca la varietà di atmosfere e di umori che fecero dei Libertines gli eroi della nuova generazione musicale inglese. Manca il genio ribelle, decadente, maledetto di Pete Doherty. Non basta un paio di canzoni carine come la già citata ‘Bang Bang You’re Dead’ o ‘Deadwood’ per alzare il livello di un album che si segnala per lo scarso slancio di canzoni che si sforzano di caricare gli ascoltatori di adrenalina con i soliti ritmi punkeggianti senza riuscirci. Purtroppo la storia della musica è fatta di antieroi autodistruttivi, ma anche di separazioni dolorose. Piuttosto che voler per forza cercare di rinverdire il ricordo dei Libertines rischiando di farlo scolorire, forse sarebbe meglio accettare la realtà. Ossia che i Libertines dopo l’uscita di Pete non possono più esistere. Esattamente come l’impero napoleonico dopo Waterloo.



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Dirty Pretty Things
From: UK (London)
Site: www.dirtyprettything...
Varie: Indie (punk-rock)

Discografia

[2006] Waterloo To Anywhere