Prima di tutto direi di introdurre il concept che si cela dietro a 'Off The Face Of The Earth'...(Danny) Non è un concept nel vero senso della parola perché le canzoni non sono legate tra loro anche se i testi parlano quasi esclusivamente di distruzione e annientamento.
(Peter) Concordo con quanto detto da Danny. Aggiungo soltanto che il titolo dell'album cattura lo spirito dei diversi temi affrontanti.
Il vostro nome è un mix tra carburante e sangue. Perché lo avete scelto?(Danny) Non ero ancora nella band al momento di scegliere il nome ma per quello che so volevano chiamarsi Fullblooded. Poco tempo dopo hanno cambiato in Fuelblooded.
(Peter) Ci piace l'idea del petrolio che scorre nel nostro corpo pompando il motore metal...
Quali sono le vostre influenze principali?(Danny) Un sacco di gruppi tra i quali spiccano Megadeth, Metallica, Nevermore, Darkane e Soilwork.
(Michiel) Aggiungerei anche un tocco di Carcass e Mercyful Fate..
Quando avete deciso di formare la band?(Michiel) Tanto tempo fa. Suonavo con Michel, il nostro bassista, già a metà degli anni novanta. Nel 2001 abbiamo cambiato la line up e iniziato a lavorare seriamente alla band. Stile diverso, musicisti diversi e energia diversa. E' stata come una missione con obiettivi prefissati e un'evoluzione crescente. Da allora abbiamo cambiato un paio di elementi ma sempre per migliorarci. Questo credo sia l'aspetto più rilevante.
Quali ritenete che siano le differenze principali tra 'Off The Face Of Earth' e il vostro esordio?(Danny) Direi il cantato e il livello tecnico dei musicisti.
(Peter) La canzoni sono molto compatte pur non essendo necessariamente più brevi del disco precedente. Abbiamo registrato batteria e voce in studio mentre ci siamo occupati personalmente delle parti di chitarra. Questo ci ha reso più protagonisti della registrazione. Il processo è stato molto intenso.
(Michiel) Jacob Hansen si era occupato di mixare il vecchio album mentre Jonas Kjellgren ha lavorato su questo. Entrambi hanno reso al massimo ma credo che cambiare sia positivo per dare freschezza al sound della band. Probabilmente la prossima volta ci rivolgeremo ancora ad una persona diversa.
Com'è stato lavorare con Jonas Kjellgren?(Peter) Davvero positivo. E' un grande professionista ma allo stesso tempo un ragazzo alla mano. Un'esperienza costruttiva e divertente.
(Michiel) Ha creato un vero muro sonoro in pochissimo tempo. Non finivamo nemmeno di dirgli quello che volevamo e lui l'aveva già fatto. Il suo tocco finale ha dato qualcosa di più alle canzoni.
'When Passion Dies' e 'Recipe For Demise' sono le mie canzoni preferite del disco. Di cosa parlano?(Peter) 'Recipe For Demise' tratta tutti gli ingredienti di cui ha bisogno l'umanità per affogare completamente. E' una specie di narrazione cinica su quello che non dovremmo fare.
(Michiel) 'When Passion Dies' è una storia fittizia. Parla di un ragazzo che trascorre un'esistenza miserabile e non vede l'ora che qualcuno ti uccida. Il senso è che quando muore la passione non ti rimane davvero niente. Se perdi la passione nel fare musica le tue canzoni faranno schifo.
Cosa intendete con il termine “persecuzione pandemica”?(Danny) Il testo è stato scritto con l'idea che ci sarebbe un meccanismo naturale di difesa in grado di annullare tutti i mali del mondo. Una sorta di persecuzione su scala globale dove l'essere umano rappresenta la minaccia e il meccanismo di difesa è una forma virale a catena.
Ci sono un sacco di gruppi melodic death nel Nord Europa. Band del calibro di Soilwork, In Flames, Dark Tranquillity, Arch Enemy e Scar Symmetry. Cosa pensate di potere offrire rispetto agli altri?(Danny) Credo un approccio differente al nostro genere musicale. Infatti non parlerei proprio di melodic death nel nostro caso.
(Michiel) Ritengo che la nostra combinazione di influenze sia alquanto originale. Nelle nostre canzoni ci sono richiami al thrash, al melodic death ma anche all'heavy metal classico. Addirittura c'è chi ha visto nei nostri dischi elementi doom.
Potete dirci qualche gruppo underground che considerate valido?(Danny) Psycroptic, NOX e Misery Index.
(Peter) The Devil's Blood, Persefone e God Is An Astronaut. Questi ultimi non fanno metal ma sono sicuro che
piaceranno ai tuoi lettori.
Uscirà un video per promuovere l'album?(Danny) Lo abbiamo appena girato al Dynamo Club di Eindhoven, la città dove vivo.
(Peter) E' un live clip di ‘The End Starts Here’. Tanta energia e riprese da diversi angoli.