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Clap Your Hands Say Yeah
Officina Estragon - Bologna @ 21/02/2006
Clap Your Hands Say Yeah


From: USA
Site: www.clapyourhandssay...
Varie: Indie (pop-wave)

Discografia

[2005] Clap Your Hands Say Yeah
[2007] Some Loud Thunder

Reviews

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Mettere piede per l’ultima volta nella gloriosa Officina Estragon, devo essere sincero, mi ha messo addosso un po’ di malinconia. A breve inizierà la nuova esperienza al Parco Nord, e probabilmente l’Estragon non sarà più lo stesso. Via Calzoni, quel salone stretto e caldo, il sudore, quel palco rialzato, il banchetto dei cd in fondo, il guardaroba con il calendario dell’Old Man, da ora saranno solo un ricordo. Un bel ricordo di quando, da liceale, andare ad un concerto all’Estragon significava iniziare a vivere la propria passione musicale ed entrare a contatto con l’universo notturno bolognese. I protagonisti di questa uscita di scena sono i Clap Your Hands Say Yeah, stelle emergenti della galassia indie-new wave, forti di un esordio acclamato in tutto il mondo nonostante fosse autoprodotto. Nel mondo globalizzato di Internet tutto è possibile, anche che questi ragazzi newyorkesi, sconosciuti fino a meno di un anno fa, sfiorino di poco il sold out a Bologna: l’Estragon stracolmo è un’ulteriore conferma che l’interesse per l’indie sta sempre più aumentando. Musicalmente parlando, i Clap Your Hands Say Yeah sono esattamente come te li aspetti: sonorità profonde che fanno da sfondo a strutture melodiche brillanti, in continuo divenire tra new-vave e folk, che avvolgono i vocalizzi graffianti e dissonanti di Alec Ounsworth. Questa fusione tra profondità e vertigine viene espansa fino a creare un effetto quasi catartico negli ascoltatori. La voce di Alec riesce a tratti a regalare brividi incontrollabili, anche se spesso viene coperta dall’impatto sonoro della parte strumentale. Infatti, se prese separatamente le due componenti, ovvero voce e parte strumentale, probabilmente non ci sarebbe stato nulla da eccepire: quel che è mancato in parte è stato l’unione di queste due componenti, con la musica che andava spesso a sovrastare eccessivamente con i suoi effetti la voce di Alec. Se è vero che forse l’Estragon non era abbastanza grande per poter rendere alla perfezione questo tipo di musica, va detto che quando si ha a che fare con una voce del genere, che è in parte fonte del successo del gruppo, questa andrebbe messa meglio in risalto. Nonostante ciò, l’ora abbondante di concerto proposta, encore incluso, ha saputo emozionare e coinvolgere, quindi il risultato è stato soddisfacente. Bisogna lavorare ancora un po’ sul lato del rapporto diretto col pubblico, ma in fin dei conti i Clap Your Hands sono riusciti nel loro intento di impressionare piacevolmente.



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