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Violent Femmes
RockER BoSound Festival - Nuovo Estragon - Bologna @ 01/06/2006
Violent Femmes


From: USA [Milwaukee]
Site: www.vfemmes.com
Varie: Folk-rock

Discografia

[1982] Violent Femmes
[1984] Hallowed Ground
[1986] The Blind Leading the Naked
[1988] 3
[1990] Debacle: The First Decade
[1991] Why Do Birds Sing?
[1993] Add It Up
[1993] New Times
[1993] Rock!!!!!
[1999] Viva Wisconsin
[2000] Freak Magnet
[2001] Something's Wrong


25 anni di carriera e non dimostrarli affatto: i Violent Femmes sono una band di culto per gli amanti del folk-rock alternativo fin dagli inizi degli anni ’80 e di fatto il tempo sembra essersi fermato, sia per la grande attualità che il loro suono dimostra sia perché dominano il palco con un’autorevolezza propria solo dei veri talenti, senza autoreferenzialità o supponenza da mostri sacri: come un buon whiskey invecchiato, forte e avvolgente. Quel che cambia è il pubblico: intere generazioni di buoni intenditori, dai fan della prima ora fino ai ventenni; credo di non avere mai visto un pubblico tanto eterogeneo quanto unito ed inebriato dal piacere che solo la buona musica può provocare. Un Estragon pieno fino all’inverosimile ha accolto Gordon Gano, Brian Ritchie e Victor DeLorenzo in una serata memorabile. Ad accompagnare il nucleo storico sul palco gli Horns of Dilemma, ossia John Sparrow al cajón (percussione peruviana a forma di scatola), Darren Brown alla tromba e Jeff Hamilton, diviso tra mandolino e tromba. Ad impressionare fin dall’inizio è la presenza scenica delirante di DeLorenzo: la sua batteria minimalista composta da un rullante, un timpano e un piatto, le sue spazzole di metallo e la sua mimica dadaista catalizzano necessariamente l’attenzione al centro del palco, ai lati del quale si inseriscono la voce acuta e la chitarra di Gordon Gano e il basso acustico assolutamente fenomenale di Brian Ritchie. Incredibile come un basso acustico possa suonare così autorevole e dominante . La realtà è che l’alchimia della band è magnifica, nessun suono fuori posto, tutto risalta in modo talmente naturale da lasciare estasiati. Rock, blues, bluegrass, country, c’è spazio per tutto: nella loro musica sono racchiuse le radici della musica americana, condite con un sano tocco trasandato da festa di paese che infonde al concerto un’allegria contagiosa. I brani storici come ‘Blister In The Sun’, ‘Add It Up’, ‘Please Do Not Go’ e ‘Gone Daddy Gone’ sono un piacere per le orecchie, c’è anche la piacevole sorpresa di una canzone in italiano dal nome ‘La Follia’, e anche se il pesantissimo accento di Gano rende il testo pressoché incomprensibile è una bellissima sorpresa. Tutto finisce dopo un’ora e mezza, ma il tempo è passato troppo presto e si ha ancora il desiderio di vedere la figura statica e stempiata di Gano, la faccia austera da maestro di arti marziali di Ritchie, le mosse da clown di DeLorenzo. Si desidera ardentemente di sentire ancora le note dei Violent Femmes, consapevoli che un’occasione del genere forse non ricapiterà più. E si capisce la fortuna di esserci stati.



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