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Mogwai + De Rosa
Nuovo Estragon - Bologna @ 06/09/2006
Mogwai


From: Scozia
Site: www.mogwai.co.uk

Discografia

Mogwai Young Team (1997)
Come on Die Young (1999)
Rock Action (2001)
Happy Songs for Happy People (2003)
Mr. Beast (2006)
The Hawk is Howling (2008)

Reviews

All Cd   
All Live   

Non sono di certo io il primo a scoprire quanto i Mogwai siano geniali, la gente che pian piano riempie l'Estragon fino a farlo ribollire ne è la prova. Io sono un estimatore dell'ultima ora, ma una occasione del genere non potevo farmela scappare. Ad inizio serata, con la sala ancora semivuota, si esibiscono i De Rosa, band scozzese di rock alternativo in bilico tra indie, emo e istinti new wave, che impressiona positivivamente giusto per le prime due canzoni e per le ultime due, lasciando in mezzo una sensazione di incompiutezza che le performance alterne del cantante irrobustiscono ancor di più. La genialità, dicevamo. Che Barry Burns e Martin Bulloch si presentassero alla Festa dell'Unità con le magliette rosse che recitano 'Sono sopravvissuto al governo Berlusconi', beh, in pochi se lo aspettavano. Ma c'è poco tempo per le chiacchiere, le prime flebili note scatenano il primo boato che sfuma nel silenzio più assoluto: 'New Paths To Helicon pt.1' si espande sempre più nell'aria fino a saturarla con le sue infinite trame sonore, per poi lentamente implodere. Le sensazioni iniziano a muoversi dentro come una marea, e non smetteranno più fino all'epilogo. Il pianoforte di 'Friend Of The Night', le accelerazioni furibonde di 'Summer', le frequenze elettroniche i 'I Know You Are But What Am I', l'impetuoso muro sonoro di 'Killing All The Flies', il vocoder di 'Hunted By A Freak', la ferocia di 'Glasgow Mega-Snake' sono solo forme diverse di un disegno artistico e musicale unico, fatto di suoni minimali e rarefatti che ipnotizzano, crescono, accelerano, si ingrossano fino a deflagrare, si infittiscono e si intrecciano in una foresta inestricabile e maestosa, e poi svaniscono, si riaffievoliscono, ti conducono lentamente alla deriva delle tue emozioni. Gli effetti di luce, il fumo e i fari stroboscopici avvolgono il palco, i Mogwai ne vengono inglobati e diventano tutt'uno con la nebbia e con la loro musica, che dal vivo sa esprimere una forza espressiva violentissima: 'Christmas Steps', il pezzo più riuscito della serata, annichilisce con la sua inerzia infinita fino a quando Stuart Braithwaite non decide di distruggere le ultime resistenze del pubblico con una raffica di fucilate devastanti ed assassine che mandano in estasi. Il concerto si conclude con quella meravigliosa cavalcata imperiale di nome 'Mogwai Fear Satan', dieci minuti di assoluto delirio dove Martin Bulloch sfodera l'ennesima prestazione batteristica eccelsa della sua serata. Dopodichè i Mogwai si congedano dall'Estragon, dopo aver regalato a tutti i presenti un'ora e mezza di musica spettacolare. Se alla fine rimane il desiderio di sentirne ancora, di continuare a perdersi nei loro labirinti, significa che non mi sbagliavo nel credere che questo concerto fosse da non perdere.



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