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Serj Tankian
Teatro Degli Arcimboldi - Milano @ 04/07/2010
Serj Tankian


From: USA
Site: www.serjicalstrike.c...

Discografia

Elect The Dead (2007)
Imperfect Harmonies (2010)

Reviews

All Cd   
All Live   

Non si può rimanere impassibili di fronte a spettacoli come quello che si è presentato ieri sera al Teatro degli Arcimboldi. Sul palco milanese un emozionato Serj Tankian elegantissimo con il suo vestito bianco e contornato dalla pazzesca Orchesta Filarmonica Italiana diretta da John Psathas. Il leader dei System Of A Down ribadisce fin da subito le sue eccezionali capacità vocali lasciando incollati ai seggiolini i presenti con una favolosa interpretazione di 'Feed Us'. Neanche il tempo di respirare che l'aria ci viene tolta nuovamente con 'Sky Is Over' al termine della quale Serj ci delizia immediatamente recitando il testo, come sempre politicissimo, di 'Borders Are' tra le canzoni contenute nel suo secondo album 'Imperfect Harmonies' che vedrà la luce a Settembre. E poi arriva 'Money' uno dei momenti più intensi del concerto, dove la potenza sprigionata è resa più impetuosa dagli elementi dell'orchestra (da evidenziare una piccola modifica nel testo 'fuck you Berlusconi and your money' che ci sta sempre bene, ndr). Tra 'Baby' ed 'Gate21' quest'ultima suonata magnificamente al piano dallo stesso Serj, altri due nuovi pezzi 'Peace Be Revenged' e 'Disowned Inc.' che aumentano in noi la certezza di un capolavoro che si è compiuto ancora una volta. Le nostre lodi vanno indiscutibilmente anche allo strepitoso chitarrista Mario Pagliaruolo, impegnato pure nelle backing vocals, e al pianista Erwin Khackikian che fanno parte della touring band di Tankian (Flying Cunts of Chaos). Fino a quel momento il pubblico prettamente metal era rimasto seduto in modo composto limitandosi a calorosi applausi, ma quando le note della finale 'Empty Walls' invadono il teatro è irrefrenabile la voglia di alzarsi e partecipare con tutto il corpo ad una chiusura da pelle d'oca. Penso che sia impossibile mettere in discussione le qualità di un artista del suo calibro ed è stato significativo il fatto che lui abbia voluto catturare la platea non tanto tramite la tecnica ma piuttosto attraverso un coinvolgimento emotivo non indifferente. Ciò che mi amareggia però è come la gente si ostini ancora a valutare un esibizione dalla sua durata, trovo che sia un brutto modo per svilire il valore della musica e ridurlo miseramente ad una questione di minutaggio. Ebbene, se vogliamo parlare in termini di tempo, sono convinta che quei settanta minuti hanno avvalorato l'esistenza di artisti talmente dotati da sapere unire generi diversi come il metal e la musica sinfonica e in grado di instaurare una relazione empatica così profonda da trasmettere la cultura del suono esattamente come loro la percepiscono. Questo dovrebbe largamente bastare.



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