
Porcupine Tree

From: UK Site: www.porcupinetree.co...
Discografia
 On the Sunday of Life... (1991) Up the Downstair (1993) The Sky Moves Sideways (1995) Signify (1996) Stupid Dream (1999) Lightbulb Sun (2000) In Absentia (2002) Deadwing (2005) Arriving Somewhere.. (2006) Fear Of A Blank Planet (2007) The Incident (2009)
Reviews
 All Cd  All Live 
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Esordio stellare per il Blues Festival di Pistoia, giunto alla trentunesima edizione, e un'inconsueta serata di mercoledì che ha visto susseguirsi quattro formazioni accomunate dalla passione per gli anni settanta e la musica progressive. Sul palco che in passato ha ospitato artisti del calibro di Lou Reed, David Bowie, Steve Vai, Jeff Beck e Dream Theater i primi a salire sono stati gli Astra. Il gruppo proveniente da San Diego, California ama caratterizzarsi attraverso lunghe rincorse chitarristiche, trip psichedelici che non cadono mai nello scontato e l'alternarsi a volte giocoso e altre virulento tra la voce di Richard Vaughan e il moog di Brian Ellis. Il nostro sito è stato tra i primi a parlare nel vecchio continente del loro debutto, intitolato 'The Weirding' e uscito l'anno scorso per Rise Above, e il quintetto appassionato di space rock e cultura hippie ha dimostrato di possedere un potenziale di assoluto rilievo. A seguire si sono esibiti i North Atlantic Oscillation che hanno da poco pubblicato il suo esordio discografico per Kscope e propongono un incrocio tra post prog, elettronica e pop. Gli scozzesi guidati dal flemmatico Sam Healy hanno eseguito i migliori brani di 'Grappling Hooks' dimostrando qualche incertezza dovuta alla poca esperienza dal vivo ma allo stesso tempo lo spirito giusto per rappresentare un momento innovativo in un genere notoriamente poco incline ai cambiamenti. Un peccato che i suoni e la luce del sole abbiano tradito di qualche minuto gli Anathema perché dal momento in cui il tramonto è calato sull'avvenente Piazza del Duomo il concerto è svoltato nel senso più crudo del termine. Il gruppo di Liverpool ha presentato una scaletta piuttosto atipica, considerato il poco tempo a disposizione, ma con 'A Simple Mistake' e 'Fragile Dream' ha saputo congiungersi al pubblico in un solo agglomerato di emozioni. Impressionante la prova di Vincent Cavanagh, eccitato fin dalle prime ore del pomeriggio per l'opportunità di accompagnare i Porcupine Tree e suonare in una località tanto suggestiva, che ha manifestato superiorità assoluta durante la struggente 'Universal', in assoluto il brano più bello tratto da 'We're Here Because We're Here' e l'apice della loro setlist. Quando in autunno inizieranno il tour vero e proprio di supporto al disco e i complessi arrangiamenti elaborati da Dave Stewart verranno trasportati on stage con un accompagnamento orchestrale non ce ne sarà più per nessuno. Erano passate da poco le dieci quando Steven Wilson ha abbracciato una delle tante chitarre cambiate durante il concerto e intonato 'Occam's Razor'. Nonostante gli inglesi non mancassero da molto dal nostro paese l'accoglienza dei circa tremila presenti è stata eccezionale. In un periodo in cui il mercato della musica appare in perenne discesa è sorprendente vedere come ci siano ancora adolescenti in grado di imbarazzarsi, sconvolgersi, innamorarsi con gli occhi sbarrati e la bocca aperta dinanzi alle prodezze di un musicista. In questo il Blues Festival di Pistoia ha sempre rappresentato un fenomeno a parte, una goccia di acqua pura in un oceano inquinato dal petrolio, forse l'esatto opposto della metafora di 'The Incident'. 'The Blind House' e 'Great Expectations' hanno misurato il grado di coinvolgimento di John Wesley in una scaletta che ha dato più spazio al suo estro e alle sue qualità. Difficile poi trovare parole per definire alcuni passaggi di Steven Wilson e Gavin Harrison, due monumenti della musica contemporanea capaci di migliorarsi di anno in anno senza risultare mai arroganti e presuntuosi nel loro sfoggio di talento. 'Drawing The Line', 'Lazarus' e 'Hatesong' hanno chiuso nel fragore della platea la prima metà dello spettacolo mentre quello che è avvenuto da 'Anesthetize Part 2: The Pills I'm Taking' è qualcosa di cui solo il cielo può rispondere. 'Dark Matter' e 'Blackest Eyes' ci hanno riportato indietro nel tempo mentre 'Time Flies' ci ha ricordato quale sia la band più vicina alla concettualità e all'espressività dei Pink Floyd. In chiusura il loro brano più celebre, quella 'Trains' estratta dal capolavoro 'In Absentia', che da sola potrebbe contestualizzare il prog britannico e mantiene in costante equilibrio melodia e aggressività. Ai non presenti il consiglio di non perdersi il recente 'Anesthetize' dvd live focalizzato sul tour di supporto a 'Fear Of A Blank Planet' ma esempio mirabile dell'eccellza dei Porcupine Tree dal vivo.
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