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Coldplay + Goldfrapp
Palamalaguti - Casalecchio di Reno (BO) @ 15/11/2005
Coldplay


From: UK
Site: www.coldplay.com
Varie: Pop-Rock

Discografia

Parachutes (2000)
A Rush Of Blood To The Head (2002)
X&Y (2005)
Viva La Vida Or Death And All His Friends (2008)


Reviews

All Cd   

A quasi tre anni esatti di distanza dal tour di “A Rush Of Blood To The Head” e dopo l’esibizione all’Arena di Verona in luglio, i Coldplay tornano nei palazzetti italiani. Per quanto mi riguarda l’attesa era enorme, perché il loro show al Filaforum di Assago del novembre 2002 rimane uno dei concerti più belli a cui abbia assistito, quindi non ho esitato un secondo, dopo essere rimasto a bocca asciutta a luglio, ad acquistare il biglietto per il concerto al Palamalaguti, pieno di speranze e desideroso di rivivere quelle sensazioni magnifiche. Aspettative in buona parte (anche se non totalmente) soddisfatte. I Coldplay confermano la loro grandissima qualità di performers dal vivo. Gli arrangiamenti sono pressochè perfetti; Chris Martin, dividendosi tra il ruolo di istrionico animale da palco in cerca del bagno di folla (come in “White Shadows” e “In My Place”) e la ricerca di un contatto più intimistico con la propria musica (lui, il pianoforte, il suo gruppo stretto a lui e una sola lanterna ad illuminare il palco, come durante “Green Eyes” e “Swallowed In The Sea”), intesse le sue melodie da brivido con naturalezza e solo raramente improvvisa linee vocali alternative. Il gruppo sale sul palco alle 21 in punto sulle note di “Square One” con un cronometro a sfondo bianco accecante, poi partono i giochi di luce: il colore dominante è il blu, le immagini sul maxischermo sono spesso fluorescenti. Ulteriori richiami agli U2: niente di trascendentale, insomma (come non ricordare il meraviglioso raggio verde che sommergeva l’intero Filaforum sulle note di “Clocks” nel 2002?), forse un po’ scontati i palloni gialli lanciati dal fondo del palazzetto sulla folla durante “Yellow”, ma tutto sommato la scenografia si è mantenuta su buoni livelli, e il pubblico ha apprezzato alla grande. Alla luce del concerto si rivalutano anche le potenzialità dell’ultimo album “X & Y”, che all’ascolto su stereo era risultato un leggero passo indietro rispetto ai primi due capolavori di Martin e soci: ciò non toglie che riascoltare live brani come “God Put A Smile Upon Your Face”, “Green Eyes” e soprattutto “Clocks” provoca emozioni incommensurabili. Dopo un’ora e mezza di partecipazione assoluta del Palamalaguti, i Coldplay salutano nel loro italiano improvvisato e ci lasciano con tanti brividi e qualche recriminazione. Ebbene sì, non è tutto oro quello che luccica. Riguardando il biglietto di ingresso TicketOne (quanto più bello era il biglietto Indipendente di tre anni fa) leggo il prezzo di questi 90 minuti: 34.50 €. Spero vivamente che parte dell’aumento stratosferico rispetto al 2002 vada alla campagna fortemente pubblicizzata da Chris Martin “Make Poverty History”: almeno avrebbe senso, dato che l’aumento del prezzo del concerto ha portato ad uno spettacolo più corto di quanto già visto in passato con alle spalle un album in meno. Inoltre mancano all’appello canzoni storiche, come “Trouble” o “Shiver” (canzoni suonate per la prima volta nel tour la sera prima a Milano), e altre perle come “Warning Sign”: allungare un po’ la scaletta per rimediare a queste mancanze non sarebbe costato tanto. Altro punto negativo della serata: il gruppo spalla. Gli Idlewild avevano scaldato alla perfezione l’atmosfera milanese tre anni fa con un concerto mirabile e un sound indie rock che perfettamente si sposava con la musica dei Coldplay; i Goldfrapp invece, con il loro pop elettronico insignificante, sono quanto di più lontano ci sia da Chris Martin & co.. Ancora mi è oscuro come sia stato scelto questo azzardato accostamento: c’è solo da sperare che, nel volersi ispirare agli U2, i Coldplay non prendano la cattiva strada che già ha portato gli irlandesi verso derive elettroniche un po’ imbarazzanti negli anni ’90. Insomma, tra esaltazione ed un po’ di amaro in bocca, posso consegnare il mio giudizio finale di questa serata bolognese: un buon 7 e mezzo, con riserva: solo il tempo ci potrà dire se uno dei gruppi più promettenti del nuovo millennio esploderà definitivamente verso la galassia dei miti oppure verrà frenato dal peso della POPolarità.



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