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We Are Scientists
Officina Estragon - Bologna @ 02/12/2005
We Are Scientists


From: USA (Los Angeles)
Site: www.wearescientists....
Varie: Indie (punk-rock)

Discografia

[2005] With Love And Squalor

Reviews

All Cd   

Reduci da un lungo tour tra Stati Uniti ed Inghilterra, i We Are Scientist partono per il loro primo tour europeo: la loro prima tappa sul continente (dopo 4 date sold out nel Regno Unito) è l’Officina Estragon a Bologna, preludio di due settimane che li vedranno suonare a Milano, Roma, in Francia, Germania, Olanda e Belgio. Le premesse di “With Love And Squalor” lasciavano ben sperare sulla resa dal vivo del trio californiano/newyorkese: le attese non sono state deluse. Il palco si presenta spoglio ed essenziale: i ragazzi hanno intenzione di sparare addosso al pubblico la loro musica senza troppi fronzoli. Ed infatti fin dalle prime note di “The Scene Is Dead” si capisce la pasta di cui sono fatti: asciutti, diretti, pronti a far esplodere gli amplificatori. Non si prendono nemmeno il tempo di respirare e parte “What’s The Word”. La coscienza di avere davanti tre ragazzi talentuosi e determinati si rafforza canzone dopo canzone: “Inaction”, “Worth The Wait”, “Cash Cow”, “It’s A Hit”, “Nobody Move…” arrivano alle orecchie sotto forma di raffiche sonore intente a sciogliere il freddo del venerdì sera bolognese che sembra attanagliare ancora l’Estragon, complice forse anche la scarsa fama di cui godono da queste parti. Ciononostante, i We Are Scientist continuano rapidi e convinti a sfoderare il loro frenetico assalto: le versioni live sono aderentissime alle traccie del CD ma l’intensità del suono è altissima. La loro parte noisy, che si percepiva qua e là nell’album, si esplicita e riempie la sala. In “Textbook” l’atmosfera si fa rarefatta, le luci sottolineano il momento topico. Keith Murray sorregge benissimo l’intenso lirismo della canzone, e l’Estragon finalmente si scioglie. Dopo 40 minuti di apnea arriva l’epilogo con il singolo “The Great Escape”, preceduto da una bella cover dei Ronettes, ovviamente “Be My Baby”. Niente da dire, sono proprio bravi.



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