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Shout Out Louds + Mersenne
Covo Club - Bologna @ 16/12/2005
Shout Out Louds


From: Svezia (Stockholm)
Site: www.shoutoutlouds.co...
Varie: Indie (garage-pop)

Discografia

[2005] Howl Howl Gaff Gaff

Reviews

All Cd   

Per gli Shout Out Louds si tratta del primo tour europeo da headliners, dopo un paio di tour in Inghilterra e negli Stati Uniti. Nel mese di dicembre hanno toccato Olanda, Germania, Francia, Spagna e Italia. Per l’unica data italiana è stata scelta Bologna: il Covo risponde con molto entusiasmo alla chiamata. Ad aprire la serata tre ragazzi bolognesi, i Mersenne: il loro rock corposo e deciso conquista immediatamente. Prima riff acuti e rapidi misti a cambi di ritmo che li avvicinano all’indie rock, poi man mano che si va avanti il suono si fa più elaborato, vira verso l’alternative sorretto da un ottimo basso e da una batteria puntuale e mai invadente. 45 minuti di concerto che varrebbero da soli il prezzo del biglietto: complimenti davvero. Arriva poi il momento degli svedesi: il palco è un po’ angusto per la quantità di strumenti presenti, ma non sembra interessare ai cinque ragazzi, che fin da subito iniziano a scaldare il pubblico con il singolo che fa da traino all’uscita europea del loro album ‘Howl Howl Gaff Gaff’, ‘The Comeback’, ed in sequenza con la carichissima ‘Shut Your Eyes’. L’intento è chiaro: l’energia emanata dai quattro uomini del gruppo è coinvolgente, e l’atmosfera diventa euforica immediatamente. L’unica a rimanere calma sul palco, con il suo sorriso affabile e lo sguardo concentrato, è l’eclettica e bellissima Bebban, divisa tra tastiera, moog, fisarmonica, xilofono e tamburello. Il concerto prosegue alla grande con una versione velocissima di ‘Oh, Sweetheart’ e con il moog iniziale della scatenata ‘100°’: sotto il palco ormai è bolgia. Se per innescare la miccia avevano un po’ peccato di eccessiva foga e di un po’ di confusione, quando arrivano le canzoni pìù lente si scopre l’altro lato degli Shout Out Louds: versioni pulite, ben eseguite e con la giusta intensità, dimostrando di riuscire a gestire saggiamente la dinamica del concerto. Notevole la progressione folk di ‘Very Loud’ che verrà poi ripresa nell’unica cover della serata, ‘Streams Of Wkiskey’ dei Pogues; con ‘Hurry Up Let’s Go’ arriva l’ultima scossa di quella che dovrebbe essere la prima parte di concerto prima dell’encore. Date le difficoltà logistiche di scendere dal palco in mezzo al concerto, le due parti finiranno per fondersi, intramezzate da un piccolo discorso di Adam (da notare l’impegno per parlare in parte in italiano, con ottimo risultato tra l’altro) che augura a tutti buon Natale. Si accendono le decorazioni sul palco, il gruppo a parte Adam e Bebban si siede a terra e la drum machine accompagna una dolcissima ‘Go Sadness’. ‘Please Please Please’ e il delirio rumorista che segue l’esaltante ‘Seagull’ segnano la fine di un concerto tiratissimo, 14 canzoni ed un’ora di performance. Ed il flauto di ‘Seagull’ suonato in continuazione da un iPod lasciato sul palco sottolinea ancora di più la soddisfazione per aver assistito ad una gran bella serata di musica.



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