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Brit Rock - I classici e i moderni - 2011
(
Aurelio Pasini
)
Usciti a distanza di alcuni mesi i due volumi fanno parte della collana “Atlanti musicali” della Giunti, volumi snelli che gli appassionati di musica ben conoscono, e che hanno il pregio di racchiudere il meglio di un genere musicale in uno spazio ridotto ad un prezzo basso. Come sempre ben confezionati e ricchi di foto e copertine, in 130 pagine a testa in ordine alfabetico, i due libretti ci raccontano gesta, splendori e cadute del rock britannico dagli anni ’80 ad oggi. “I Classici” si concentra sul primo e più fertile periodo, quando Smiths, Paul Weller, The Charlatans, Talk talk, The Jesus And The Mary Chains e non solo, avevano rivoluzionato le classifiche rock. “I Moderni” parte dalla diatriba Oasis contro Blur, per raccontare la rinascita del brit rock, con tutti i suoi nuovi protagonisti: da Cast, Elbow, Suede, Placebo, Radiohead e Muse. Non mancano naturalmente i gruppi di culto, che tanto faranno felici i veri appassionati. Particolarmente apprezzabile l’elasticità nella selezione (My Bloody Valentine, Swervedriver, Ride, Mogwai e la scena shogazer in generale, ma anche la parte più elettronica trova spazio), che ci permette di leggere di band, non proprio dallo stile pop rock, ma comunque fondamentali per l’evoluzione del (recente) suono britannico. L’autore, il giornalista Aurelio Pasini, garantisce competenza, qualità di scrittura, seppur in spazi limitati, ma anche il giusto taglio critico, evitando accuratamente l’approccio del fan. Da avere.
>A cura di gdc @ 27/03/2012
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