The Kooks

The Kooks -

Nuovo Estragon Bologna @ 2006-11-03
Pubblicato il 08/11/2006 da Dropday
Ogni tanto andare a rileggere cio' che si scrive a mesi di distanza puo' riservare piccole perle di preveggenza o, piu' frequentemente, sviste clamorose su cui ridere un po' su. A febbraio, ascoltando l'album d'esordio dei Kooks, avevo azzardato una previsione: non sarebbero riusciti a sfondare, nonostante fossero abbastanza orecchiabili per poterlo fare, perche' mancava il brano di punta, la hit capace di irrompere nelle radio e scalare le classifiche. Dopotutto, gia' altri gruppi non c'erano riusciti con carte ben piu' valide (vedi per esempio i Maximo Park, o i Franz Ferdinand pre'Walk Away'), diventando delle stelle per i soli appassionati del genere. Ma poi e' arrivata l'estate, e con essa la sigla del Festivalbar. 'Naive', the Kooks.
Contento di essere stato almeno per una volta cornacchia al contrario, decido di andare a vedere di concreto l'effetto che fa passare dall'hype dell'NME a quella di MTV. La risposta, purtroppo, e' giunta presto, abbastanza scontata: tanto fumo e poco arrosto. Il che un po' dispiace, perche' pur non avendoli mai sopravvalutati piu' del loro reale valore di discreta band di britpoprock (alla Razorlight, per intenderci) magari ci si aspettava che dessero un po' piu' di consistenza alle loro canzoni e alla loro esibizione. Il bagaglio musicale, in fondo, non e' affatto disprezzabile: la voce di Luke Pritcard sa farsi notare positivamente nei due brani acustici eseguiti (vedi 'Seaside', che apre il concerto); il basso a tratti coinvolge, come anche la batteria.
Ma e' tutto troppo discontinuo, manca l'amalgama e il piglio necessario per coinvogere veramente. Ironia della sorte, il brano meno riuscito e' proprio quella 'Naive' che li ha portati dove sono adesso, ad atteggiarsi da stelle emergenti della scena britannica che fu di Oasis e Blur, acclamate da schiere di fan dell'ultima ora che sanno ogni singola parola dell'album e si accalcano per sfiorare la mano di Luke, piccolo clone di Johnny Borrell che non riesce a nascondere un po' di goffaggine in questi piccoli riti da star.
In una vaga sensazione di straniamento per la scialba inconsistenza di cio' a cui sto assistendo, non so se dispiacermi o essere contento della fine del concerto, giunta prima che i Kooks completino le canzoni dell'album, dopo meno di un'ora. Abbastanza deluso, rifletto e mi chiedo: perche' loro hanno sfondato e altri no? Domanda futile, in realta': cosi' come sono saliti alla ribalta del grande pubblico, e' facile che finiscano nel dimenticatoio riservato agli ascoltatori di nicchia nell'arco di un paio di hit. Spero, almeno per loro, che sappiano smentirmi ancora una volta.
The Kooks
The Kooks
From: UK (Brighton)
Indie (pop-rock)

Discografia

[2006] Inside In/Inside Out


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