16The Orange Man Theory + Dogs For Breakfast

16 - The Orange Man Theory + Dogs For Breakfast

United Club Torino @ 2010-03-18
Pubblicato il 21/03/2010 da Roberto Michieletto
La serata, imperdibile gia' solo per il fatto che i (16) sono calati in Italia (e in Europa) per la prima volta in diciotto anni di vita, e' stata aperta dai Dogs For Breakfast, band nata a seguito del disfacimento degli Slaiver e che ha offerto una prova all'insegna della mescolanza tra metallo e hardcore (nell'accezione contemporanea e post) con volenterosa frenesia e dedizione, ma con scarsissima personalita', palesando un'evidente pochezza di idee e obiettivi e con solo un paio di brani sufficienti. Di seguito e' stata la volta di The Orange Man Theory, teoricamente tra le migliori realta' nostrane in ambito di sonorita' estreme, nello specifico trattasi di noisecorerockmetal violento e quadrato. Tutto cio' si evinceva dai due dischi, il debutto 'Riding A Cannibal Horse From Here To...' e il successivo 'Satan Told Me I'm Right' (entrambi con la supervisione di Steve Austin dei Today Is The Day); peccato che live il quartetto romano abbia decisamente decrementato il livello di gradimento (almeno il mio personale), poiche', le interessanti peculiarita' di suono e la 'determinazione agonistica' che emergevano in studio, sul palco risultano pesantemente appiattite, con una performance strumentale solo accettabile e vocale scarsamente incisiva, non riuscendo a mettere in risalto le diverse anime del proprio sound. Ma d'altronde questo era un antipasto nell'attesa di coloro i quali si sono successivamente materializzati allo United Club. I (16) affidano l'apertura del set a 'Trigger Happy', da quello che rimarra' nella storia della musica come un capolavoro assoluto, ovvero 'Drop Out'. 'Piston. Slut. Blister. Shift. Blunt. Twister. Feather. Fuck. Quitter. Pissed. Crank. Sister. I need a crutch. That holds me up. It keeps me stable. So I won't kill. Life sucks. Leave me alone. Kill. Life sucks. Leave me alone. Call me self destructive.'. Ed e' il pandemonio. Un delirio di potenza, brutalita' e carneficina. Quello che e' un impasto di noise rock chirurgico e sadico, post hardcore malsano e sludge colossale, ma sempre agile, diventa elemento di identificazione superiore quando acquisisce due peculiarita' imprescindibili quali il groove e l'identita' unica di un gruppo che mescola, come pochissimi altri, trasporto emotivo totale e una scrittura carica di inventiva straripante e qualita' viscerale. Un perenne triturare forme sonore nervose e pestate, potenti e aggressive, ma orecchiabili in modo subdolo e strisciante. davvero valsa la pena attendere tutto questo tempo prima di vederli dal vivo, perche' questa sera al nostro cospetto si e' manifestata una mastodontica forza della natura. Spettacolari!
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From: USA

Discografia

Doorprize (1992)
Crystal (1993)
Curves That Kick (1993)
Preoccupied (1994)
Drop Out (1996)
Blaze Of Incompetance (1997)
Scott Case: Out Of Print Material (1998)
Zoloft Smile (2003)
Bridges To Burn (2009)
Deep Cuts From Dark Clouds (2012)


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