Questo è il vostro quarto album. Lo consideri una parte dell'evoluzione della band oppure un nuovo inizio?
Rappresenta senza dubbio una progressione rispetto 'Bread And Circuses'. In passato ci piacevamo meno i contrasti che invece adesso ricerchiamo con insistenza. A produrre il disco è stato Mike Crossey e tre canzoni sono state scritte con Angelo Petraglia. Ci siamo concentrati su quello che volevamo ottenere ed il processo è stato molto rapido.
Quali erano gli obiettivi prima di entrare in studio?
Non pensiamo mai a come dovrebbe suonare un album. A dire il vero non ci accorgiamo nemmeno di come nasce una canzone perché siamo sempre in tour e componiamo in continuazione. Qualche settimana dopo avere ultimato il disco avevamo già cinque canzoni nuove e una di queste è stata utilizzata come bonus track della versione iTunes del singolo. 'How Long' è la canzone d'amore più oscura che abbiamo mai scritto.
Avete scelto un video molto forte per promuovere l'album..
Ci siamo rivolti ancora a Nipote Film perché avevamo apprezzato molto il loro lavoro per il clip di 'I Need That Record'. Rose Hendry e Red si sono occupati di tutto coinvolgendo Ian Forbes che è veramente un genio della fotografia. Alcune immagini sono in linea con le modalità attraverso cui è nata 'How Long' e mi ha ricordato 'Smack My Bitch Up' dei Prodigy.
Perché avete scelto proprio questa canzone come anteprima del disco?
E' stata una scelta naturale. Al momento in cui dovevamo prendere la decisione era il brano in cui credevamo maggiormente.
Quanto tempo avete impiegato per comporre e registrare le canzoni?
Le sessioni sono state numerose ma in due di queste abbiamo svolto la maggior parte del lavoro. Alcuni brani sono nati dal piano e altri dalla chitarra. Come studio abbiamo scelto i Motor Museum di Liverpool per staccarci dalle distrazioni di Londra. In generale sono stati sufficienti sei mesi circa.
Di cosa parla 'Anfield Road'?
Si riferisce a quando abbiamo lasciato Dundee. In ogni caso ci siamo trovati bene a Liverpool non solo perchè ci è stato messo a disposizione uno dei migliori studi di tutto il Regno Unito. Ricordo buone conversazioni e grandi bevute al pub con le canzoni dei Beatles in sottofondo.
Vi siete imposti di scrivere specificatamente qualche pezzo per le radio?
Non abbiamo mai cercato di scrivere singoli per le radio. Il nostro unico pensiero è rivolto alla strada. Tra giugno e luglio abbiamo portato a termine oltre venti date sul suolo britannico. Siamo stanchi ma è quello che ci piace fare.
Quali sono le differenze sostanziali tra 'Cheeky For A Reason' e i precedenti lavori?
Questo disco è decisamente più heavy rispetto a 'Bread And Circuses' che a sua volta aveva risvolti più personali. Ho lavorato molto sulle parti vocali e il risultato mi soddisfa in pieno. Mike Crossey è stata una scelta giusta non perché è il produttore degli Arctic Monkeys e ci ha dato un suono particolare ma perché ha saputo metterci fin dal primo momento a nostro agio stimolandoci a dare il meglio.
Qual è la tua definizione di successo come artista?
Mi piace starmene in giro. Purtroppo il mercato ruota tutto attorno ai soldi e ce ne sono sempre meno per gli artisti. Al momento la scena è paralizzata ma sono certo che le guitar band torneranno presto ad imporsi. E' solo questione di tempo. Per questo conta soltanto l'energia degli show.
Siete passati su Cooking Vynil. Preoccupati di essere nello stesso roster di Marilyn Manson?
Quando si è concluso l'accordo con la Columbia abbiamo pensato di pubblicare il disco per conto nostro. Lo abbiamo interamente finanziato e registrato in proprio poi c'è stata l'offerta della Cooking Vynil ed abbiamo pensato potesse essere un rapporto soddisfacente per entrambi. Hanno degli ottimi gruppi nel loro catalogo.
(parole di Kyle Falconer)