Siete eccitati all'idea di tornare in terra toscana?
Abbiamo già suonato a Pistoia e ci siamo trovati davvero bene. L'accoglienza è stata ottima ed è sempre un piacere esibirsi in una piazza del genere. Allora eravamo la band di supporto di Robert Plant e ricordo che c'era un'atmosfera molto triste. Quel giorno cominciò a circolare la notizia della morte di Syd Barrett ed eravamo molto emozionati al momento di salire on stage. In seguito sono venuto a sapere che i Pearl Jam hanno filmato un dvd con immagini della città e del loro concerto in Piazza del Duomo e sono rimasto colpito. E' davvero una delle più belle della zona.
Quanto conta l'aspetto artistico nella scelta della location?
E' senza dubbio una delle componenti. Non è la sola ovviamente ma ha la sua importanza.
Sappiamo che suonate una scaletta differente tutte le sere quindi è normale chiederti cosa avete studiato per la vostra esibizione pistoiese..
Al momento sono concentrato sul concerto di questa sera a Norimberga ma penso che sabato sera cominceremo a scegliere i brani per il Blues Festival. Sicuramente daremo la preferenza agli ultimi dischi della band anche per proporre qualcosa di nuovo alle persone che ci sono venute a vedere sei anni fa. Non so ancora se avremo la possibilità di suonare delle cover. Dipenderà dalla lunghezza dello show ma penso che un paio potrebbero saltare fuori.
Suonerete prima di John Hiatt. Ti piace il suo stile?
Non posso dire di essere suo amico ma è un meraviglioso songwriter. E' molto bravo sia alla chitarra che al piano e siamo orgogliosi di dividere il palco con lui.
Quali sono i tuoi artisti blues preferiti?
Fin dal piccolo ascoltavo B.B. King, Elmore James e Robert Johnson. I miei due fratelli maggiori avevano decine di dischi ed erano fanatici di Muddy Waters con cui sono stato molto familiare. Albert King è uno dei miei chitarristi preferiti di sempre insieme a John Scofield.
Purtroppo adesso non ci sono molti chitarristi giovani. Pensi che il genere possa avere un futuro?
Sono un fan del blues e quindi mi auguro che ci possa essere sempre spazio per certe sonorità. Dobbiamo renderci conto che il tempo in cui pensavamo che la musica durasse per sempre è finito ma nessuno vuole davvero che quella luce si spenga.
Quante chitarre suonerai sul palco?
Per questo tour ho quattro chitarre con me. Tre Les Paul e una Firebird.
Quale preferisci tra queste?
Senza dubbio la mia signature ma dipende soprattutto dall'umore del giorno.
I Gov't Mule nascono diciotto anni fa. Quanti obiettivi ritieni di avere raggiunto con la band in tutto questo tempo?
Tutto è nato come un progetto parallelo quando ero negli Allman Brothers e poi da un giorno all'altro le cose si sono fatte serie. All'inizio eravamo interessati soltanto ai diversi gradi di improvvisazione mentre con il passare del tempo ci siamo appassionati all'organicità della musica nel suo complesso. Sono riuscito a soddisfare numerose esigenze e raggiungere obiettivi che non avrei mai creduto di potere nemmeno sfiorare ma quello che più conta è il porsi sempre nuovi limiti. Tutti i giorni mi sveglio con l'idea di scrivere un disco migliore, una canzone migliore delle precedenti o semplicemente di migliorarmi come musicista e cantante. Questo mi fa sentire vivo.
Quanto è cambiato il tuo approccio compositivo dai primi anni?
E' naturale che sia cambiato ma è difficile affermare in cosa. Non è semplice tracciare un momento preciso in cui ho svoltato in certe caratteristiche del mio stile come chitarrista. Posso dirti che cerco sempre di esplorare nuovi territori. A volte mi piace suonare più heavy, altre cercare una linea melodica piuttosto che un'altra oppure curare maggiormente le parti vocali. Per quasi tutta la carriera ho scritto prima i testi delle canzoni e di conseguenza la musica. Negli ultimi due anni invece ho fatto viceversa ma non è detto che non possa cambiare ancora.
Quando componi una canzone è un processo rapido solitamente?
Puo' volerci cinque minuti come un anno. Spesso è un bene quando è veloce ma è possibile anche apprezzare un lavoro più elaborato.
Attualmente state definendo i dettagli del successore di 'By A Thread'. Con quante canzoni pensate di entrare in studio?
Al momento abbiamo undici canzoni pronte ma non so se ne registreremo altre. Alcune sono state completate con Gordie Johnson, un paio con altri produttori mentre il resto del processo è stato seguito interamente dalla band.
Cosa dobbiamo attenderci?
Posso anticiparti che sarà sempre un disco dei Gov't Mule ma allo stesso tempo qualcosa di totalmente nuovo. In prima battuta i pezzi risultano più rock oriented ma le direzioni coperte sono molteplici. Un brano è stato scritto durante l'anniversario dello scioglimento dei Free e quindi ricorda il loro stile. Un altro durante il tour in tributo a Sly And The Family Stone e puoi sentirci quell'influenza. Un'altra ancora in memori di Levon Helm uno dei più grandi musicisti che mi sia mai capitato di conoscere.
Quando pensate di pubblicarlo?
Non c'è ancora una release date ufficiale ma probabilmente entro la fine dell'anno.
In una recente classifica di Rolling Stone sui migliori chitarristi del mondo ti sei piazzato al numero ventitre. Cosa intendi fare per migliorare la tua posizione?
Dovro' impegnarmi molto! A parte gli scherzi la musica non è qualcosa di statistico. E' giusto che ogni persona si faccia la sua opinione e ascolti quello che le consiglia il cuore.
Sei soddisfatto della reazione di critica e pubblica al tuo ultimo disco solista?
'Man In Motion' ha avuto sicuramente più attenzione di quanto potessi attendermi. Non solo sono stato nominato al Grammy ma tanti fans dei Gov't Mule lo hanno apprezzato nonostante le influenze soul e blues siano più marcate.
Quali sono le tue jam band preferite?
Senza dubbio gli Umphrey's McGee e i Moe che sono nostri grandi amici.
Ti sono piaciute le ultime cose dei Black Crowes?
E' una band che amo molto ma sono rimasto indietro nella loro discografia. Ho collaborato di recente con Rich Robinson per il suo disco solista e devo ammettere che mi sono trovato bene.
Cosa ricordi di Allen Woody?
E' stato uno dei miei più grandi amici, un musicista fantastico con cui ho avuto modo di dividere il palco centinaia di volte. Durante i concerti mi capita ancora spesso di pensare a lui.
(parole di Warren Haynes)