Prima di tutto introducete la band con una breve biografia..
Siamo una delle band death metal più datate della Grecia. Siamo stati attivi dal 1989 al 2001 e il nostro stile è progredito abbracciando il filone progressive nella vena di Atheist e Cynic anche se Death e Carcass rimangono influenze primarie e ci piacciono anche i Rush. Il suono della Florida è il riferimento più evidente nel nostro stile ma è possibile individuare anche elementi swedish e passaggi fusion. 'Pieces Of Mankind' e 'Random's Manifest' chiariscono in maniera limpida quelle che sono le nostra caratteristiche. Dopo dieci anni di silenzio ci siamo rimessi in gioco e abbiamo appena pubblicato la quinta release ufficiale.
Perché vi eravate sciolti? Cosa vi ha spinto a tornare sul mercato?
Abbiamo vissuto un brutto periodo con diversi problemi interni. Inoltre gli Acid Death non sono mai stati di moda e sentivamo molta negatività nei nostri confronti specialmente dai fans del nostro paese. Alcuni membri non sembravano mostrare più interesse nella musica e abbiamo deciso di scioglierci mentre lavoravamo alla pre-produzione del successore di 'Random's Manifest'. Nel 2009 abbiamo avuto qualche segnale che le cose avrebbero potuto funzionare di nuovo e soprattutto ci siamo resi conti che gli Acid Death erano la nostra vita e contavano più delle band in cui stavamo suonando al momento. Abbiamo risolto i problemi che erano sorti e aggiunto due nuovi membri in formazione.
Quanto tempo avete impiegato per comporre e registrare i brani?
Un anno circa per scrivere i nuovi brani e recuperare il tempo perduto su quelli vecchi. Lavorare come un team ha reso le cose molto veloci. Le registrazioni sono durate cinque mesi.
Se dovessi presentare il nuovo album a qualcuno di totalmente profano avendo l'opportunità di scegliere solo una canzone su quale punteresti?
'Eidolon' è senza dubbio la più rappresentativa. Include le atmosfere classiche e tutti gli elementi che hanno fatto la storia della band.
Quali sono le differenze principali tra questo disco e i suoi precedessori?
Sono passati dieci anni e alcuni membri sono cambiati. L'ingresso di Kostas GusK e Kostas Alexakis ha portato maggiore rabbia rispetto a 'Random's Manifest' e 'Pieces Of Mankind'. 'Eidolon' è “lirico” come il nostro esordio ma in modo differente. Prosegue il percorso che abbiamo tracciato a partire dal 1995, quando ci siamo lasciati alle spalle le influenze thrash, e allo stesso tempo propone una versione più cruda e diretta del nostro stile.
A quali album vi siete ispirati in termini di produzione?
Su tutti 'Human' dei Death. Un suono che abbiamo sempre ammirato e volevamo in un nostro capitolo discografico. La batteria è stata registrata presso i DevaSoundz Studios che appartengono a Fotis Bernardo, il batterista dei Septic Flesh, mentre il resto del lavoro è stato svolto nel nostro studio personale chiamato S.I.A. Recordings. Ci siamo occupati noi anche del mixaggio e della masterizzazione.
Avete usato anche chitarre a sei-sette corde?
No perché accordiamo principalmente in re. Avevamo pensato di utilizzare delle chitarre a sette corde per due-tre pezzi del disco ma dopo un tentativo ci siamo resi conto che sarebbero stati troppo diversi dal resto del materiale.
Di cosa parlano 'Crossing The Line' e 'Convict 655321'?
'Crossing The Line' è la storia di vera di un suicida che commette l'insano gesto dopo avere investigato sul comportamento degli esseri umano ed avere offerto la sua conoscenza agli altri. 'Convict 655321' è invece ispirata ad un famoso film horror degli anni novanta. In genere i testi toccano i lati peggiori della nostra esistenza e siamo notevolmente influenzati da autori come Stephen King o Clive Burker. Rispetto al passato le liriche di 'Eidolon' sono meno poetiche e decisamente più aggressive.
'Pieces Of Mankind' è considerato uno dei masterpiece del metal greco. Sta a voi trovare altri titoli per completare la classifica dei magici cinque...
Il nostro paese è pieno di diamanti da offrire e questo è il problema principale. Nessuno sembra interessato realmente a scoprire tali gioielli. 'No Turning Back' degli Innerwish, 'Master Of Sins' dei Sarissa, 'Chaos Elected' degli Insidead e 'Khronos' dei Rotting Christ sono i migliori.
Quanto vi ritenete vicini alla vecchia scuola death metal?
Non proprio. Naturalmente elementi e preferenze si ricollegano a quel periodo ma abbiamo cercato di aggiungere nuove influenze per arricchire la nostra personalità.
Qual è stata la vostra esperienza dal vivo più esaltante?
Dividere il palco con i leggendari Coroner lo scorso dicembre ad Atene. E' stata una band che ci ha ispirato fin dai primi momenti e il loro comportamento nei nostri confronti è stato stupendo.