Sebbene le foto promozionali lascino il tempo che trovano il pallore del viso contrasta con la massa di tatuaggi che ricopre il corpo eppure i francesi non sono il classico gruppo di ragazzini senza idee che decidono di seguire il trend del momento. 'Breathe In Life' sottolinea la passione per il deathcore ma anche una predisposizione per arrangiamenti elaborati e capaci di distinguerli fin da subito nella melma della concorrenza. Il mix di tastiere, blast beat, breakdown, scream, growl e voci pulite si impone per la sua omogeneità e il cantato di Victor Gulliet non teme paragoni. 'Because Of You' e 'Azalee' rappresentano le due dimensioni di un respiro che è cresciuto nervoso a partire da 'In Fear And Faith' e se la componente sinfonica diverrà ancora più strutturata in futuro potrebbero davvero fare il vuoto attorno a loro.
White Arms Of Athena
From: USA
Site: whitearms.com
Discografia:
Astrodama (2011)
Reviews:
Uno dei concept più intriganti dell'anno è scaturito dalle menti di questi ragazzi texani capaci di fondere la tecnica del progressive, l'attitudine selvaggia del metal e le ambientazioni oscure del jazz. I quattro atti che costituiscono 'Astrodrama' esaltano un songwriting coraggioso ma già smaliziato quanto basta per non rimanere schiacciati nell'anonimato e le linee guida imposte all'ascoltatore permettono di trascendere territori musicali anche molto lontani tra loro senza perdere in compattezza. Cynic e Between The Buried And Me possono essere presi ad esempio come riferimenti eppure la personalità del quintetto è enorme e siamo dell'avviso che il loro potenziale non sia al momento totalmente espresso nonostante lo straordinario esordio appena dato alle stampe. L'unica certezza è che di un bassista come Thomas Sifuente sentiremo parlare ancora.
Ci sono gruppi che fanno fatica a pubblicare qualcosa di decente anche al terzo o quarto full lenght. Figuriamoci al primo. Non parliamo poi di originalità perchè la lista nera diventerebbe infinita. Questi ragazzi vengono dal milanese e dopo un quattro tracce promozionale registrato con Ettore Rigotti danno alle stampe un esordio discografico da brividi. "Words To End" è un manifesto di distruzione e introspezione in costante bilico tra death metal melodico e quello che al giorno d"oggi comunemente viene denominato metalcore. Nelle loro canzoni non avvertiamo le sbavature tipiche di chi ancora deve capire quale strada prendere oppure non possiede le qualità tecniche necessarie per distinguersi. Sia il cantato di Faust Quaggia sia il quadro strumentale sono competitivi nella maniera più assoluta e scorrendo tracce quali "Inner Memories" e "Resistance" l"impressione è quella di trovarsi solo all"inizio di un lungo percorso che potrà spingere il quintetto a livelli sorprendenti.
Un mini e un full lenght alle spalle. Una lunga processione di figure ambientali e personaggi caotici che potrebbe portarli davvero lontano. Si chiamano Amia Venera Landscape e stanno assumendo sempre più rilevanza nel movimento postcore italiano ma limitarli sarebbe quanto mai sbagliato. Nella loro musica violenza e intelligenza sono bilanciate costantemente, la potenza di tre chitarre lascia atterriti e l"entusiasmo che si percepisce quando le atmosfere diventano meno cupe si scontra dopo qualche istante con un senso di rassegnazione totale. La società moderna è allo sfascio ma ci sono entità sonore che sanno crescere i nostri stimoli vitali quasi appartenessero ad un brodo primordiale. Una di queste nasce sul nostro territorio e promette grandi colpi in futuro.