The Jesus Lizard
Spazio 211 Torino @ (21/09/2009)
Per la prima delle tre date italiane del tour di reunion (a dieci anni di distanza dallo scioglimento) The Jesus Lizard salgono sul palco dello Spazio 211 di Torino con la formazione originale e in un batter d'occhi annullano il lasso temporale in cui sono rimasti inattivi, tanta e' la perfezione e la determinazione con cui eseguono i pezzi. La performance del quartetto di Chicago riaccende nei presenti quel desiderio bramoso per forme sonore che ebbero in The Jesus Lizard, cosi' come in Bastro, Helmet, Live Skull, Big Black, Rapeman, Cows, Loudspeaker, Scratch Acid, Hammerhead, Unsane, ecc., i migliori interpreti; un desiderio mai sopito, pero' certamente indebolito dalla pressoche' totale assenza, nell'odierno panorama musicale e tra le nuove generazioni, di gruppi adepti. E per colmare il vuoto venutosi a creare ben vengano simili rimpatriate, poiche' permettono anche a chi non ebbe l'opportunita' di assaporare tale sound in presa diretta di entrare in contatto con uno tra i migliori generi musicali mai partoriti da mente umana. Stiamo parlando del noise rock, di cui The Jesus Lizard sono ancora orgogliosi portabandiera (in una veste che incorpora influenze post punk, blues scarnificate e industrial chitarristiche) e dopo questo concerto sono tentato di ipotizzare che, se avranno voglia di provare a riattivare l'arte della creazione (e non solo quella della interpretazione in sede live), potrebbero partorire un disco a livello di capolavori quali 'Head', 'Goat', 'Liar', 'Down' o 'Shot'. Una prestazione superba, che, a fronte di un David Yow sempre pronto a confrontarsi fisicamente con il pubblico e cantante unico per frenesia interpretativa e tonalita' vocale psicotica e stonata, abbina una sezione strumentale da paura. Un vero e proprio power trio, poiche' un creatore di riff millimetrici e sferzanti e tessiture chitarristiche fratturate come Duane Denison ha pochi eguali, cosi' come due macchine di precisione estrema, per simultanea brutalita' razionale e propulsione geometrica sincopata, quali il basso di David Wm. Sims e la batteria di Mac McNeilly. Abrasivi e chirurgici, dissonanti e nervosi, vibranti e aspri, ma con un'anima (fosse anche viscerale) che emerge dalle composizioni, dove si percepisce come tutto sia perfettamente al proprio posto, pur nel caos da cui ha origine e che The Jesus Lizard riescono a rendere coeso e contiguo. Bentornati!


A cura di Roberto Michieletto @ 19/09/2009
 
The Jesus Lizard
From: USA

Discografia:
Head (1990)
Goat (1991)
Liar (1992)
Down (1994)
Shot (1996)
Blue (1998)

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