Korn
Huxley's Berlino @ (28/11/2005)
Le porte della percezione di cui parlava Aldous Huxley a metà circa del secolo scorso rappresentarono tra gli anni sessanta e settanta un'immagine forte e distinta per numerose band di diversa estrazione sociale e culturale che indagarono quei processi di separazione, estasi e lucida follia che venivano provocati da sostanze stupefacenti o psicotrope. Un viaggio acido che ha accompagnato la discografia di gruppi che non avrebbero mai potuto scrivere certe canzoni con un'intatta cognizione dei propri sensi. In questo momento mi trovo a Berlino, quasi congelato perchè l'inverno ha pensato bene di arrivare proprio oggi e la temperatura è meno dodici. Probabilmente il gelo corporeo e l'attesa di sentire il nuovo materiale dei Korn che mi ha spinto fino in Germania per questo showcase segreto sta rendendo questi minuti quasi mistici. Fatto sta che il locale dove il gruppo di Bakersfield sta per presentare alcune delle nuove canzoni si chiama proprio Huxley's e mi e' impossibile non tratteggiare immediatamente un immaginario filo conduttore tra le porte della percezione descritte in quel celebre saggio e il suono della band californiana che si è trasformato in qualcosa di imponente e mostruoso. Affidata la produzione nelle mani di Atticus e Matrix che in passato avevano lavorato con artisti hip hop o sfacciatamente pop e commerciali come Madonna, i Korn hanno deciso che era tempo di accelerare nuovamente quel processo di sperimentazione che li aveva portati a pubblicare 'Untouchables'. Le prime note di 'See You On The Other Side' sono quelle della intro che precede il primo singolo 'Twisted Transistor'. Frammenti industriali che ricoprono un ritornello a meta' tra 'Did My Time' e 'Got The Life' in perfetta continuità con i singoli che hanno accompagnato l'esordio dei precedenti lavori. Subito dopo 'Politics' e 'Hypocrites' due pezzi che segnano in maniera indelebile il cambiamento di un gruppo che non conosce veramente il significato della parola confine, limite. I Korn proseguono avanti anni luce su tracciati siderali che stavolta li portano a demolire letteralmente i detriti industriali di Trent Reznor e metterli a servizio di un suono che fonde hip hop, elettronica e quel sottofondo etereo e rarefatto che rendeva la produzione di Michael Beinhorn su 'Untouchables' qualcosa di allucinante. Stupefacente il lavoro di basso di Fieldy che si immola come suo solito a livelli impensabili frustando di continuo le nuove canzoni immerse in una 'matrix' organica irreale. Stupefacente anche sentire come le parti di David siano state completamente incorporate nella globalita' di un suono da urlo. Parlare di Jonathan è ormai come chiamare in causa una divinita' quindi qualunque termine non renderebbe l'idea. La sua voce a volte disturbante altre angelica ci prende per mano nello scorrere delle nuove geniali composizioni di un gruppo che deve essere necessariamente sceso a patti col diavolo per potere procedere di questo passo in un processo di totale sconvolgimento di qualunque scena musicale moderna vogliamo parlare. In passato i remix dei Korn erano all'avanguardia dimostrano uno sguardo attento a generi che solo superficialmente non apparivano presenti nella loro musica. Con il nuovo album niente è più scontato. 'Liar', 'Last Legal Drug' e 'Coming Undone' superano di anni luce tutto quello che pensavate di sapere dei Korn e distruggono chiunque abbia cercato di imitarli o abbia tentato negli ultimi anni di cimentarsi in qualcosa di simile. E' chiaro che questo disco spiazzerà il pubblico. Specialmente quello troppo legato all'intrasigenza del metal. Ma il concerto a cui ho assistito questa sera cancella anche ogni dubbio sull'eventuale resa dei nuovi pezzi dal vivo. Una macchina live devastante che non ha avvertito il minimo contraccolpo dalla dipartita di Head e che procede canzone dopo canzone in un assalto frontale che ha rischiato di vedere anche il sottoscritto, appunto in preda a crisi mistica, tra le vittime. Lo stato di forma della band si ripercuote come un martello pneumatico su un impatto che rasenta l'insostenibile. Sembra che i Korn si divertano a svelare il lato aggressivo delle nuove canzoni e questa potrebbe essere una caratteristica del prossimo tour che tocchera' anche l'Europa (tra poco partiranno in America con i Mudvayne di supporto). ?Dirty?, ?Shoots And Ladders?, ?One?, ?Somebody Someone?. Il delirio..


A cura di divine @ 22/11/2005
 
Korn
From: USA
Site: www.korn.com

Discografia:
1994 Korn
1996 Life Is Peachy
1998 Follow The Leader
1999 Issues
2001 Untouchables
2004 Take A Look In The Mirror
2005 See You On The Other Side
2007 Untitled
2010 Korn III: Remember Who You Are
2011 The Path Of Totality

Reviews:




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